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AL CONFINE ON THE ROAD

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AVVISO PUBBLICO PER IL COMPLETAMENTO TERRITORIALE DEI PERCORSI DI INCLUSIONE SOCIALE A FAVORE DI GIOVANI E PERSONE, ANCHE ABUSATORI DI SOSTANZE, IN SITUAZIONE DI GRAVE  MARGINALITÀ
(Azione 9.5.9. del POR FSE 2014/2020)

Progetto AL CONFINE… on the road
DALLA STRADA ALL’ASSISTENZA DI GIOVANI E PERSONE,
IN SITUAZIONI/A RISCHIO DI GRAVE MARGINALITÀ ANCHE VITTIME DELLA DIPENDENZA.

Grazie al progetto “AL CONFINE… ON THE ROAD” si sta realizzando un’offerta sperimentale ed innovativa di un’UNITA’ DI PRONTO INTERVENTO ESCLUSIONE SOCIALE a favore dei Adolescenti, Giovani e Adulti attraversp

  • - azioni sperimentali educative, socio-terapeutico  
    - modelli assistenziali innovativi incentrati sulla persona (empowerment, serious games activity, gamification)
    - Strategie complementari dei bisogni primari (accoglienza abitativa, accompagnamento sociale e inserimento lavorativo)

“AL CONFINE… ON THE ROAD”

Si tratta di un progetto inclusione sociale, avviato dalla metà del mese di novembre 2016, che si inserisce in linea di continuità, arricchendosi di nuove attività e obiettivi, nel solco e in continuità con la precedente sperimentazione denominata “Baraonde On The Road”.16107416_239563893151442_24095840946428149_o

L’obiettivo è consolidare un’offerta sperimentale ed innovativa per il territorio di Vigevano (e in caso di eventi eccezionali per i comuni limitrofi della Provincia di Pavia), che coniughi un lavoro di strada ed un lavoro di aggregativa giovanile itinerante, intessuta di ascolto, educativa, counselling e orientamento all’utilizzo di servizi alla persona, sino a più articolati percorsi di accoglienza e recupero. Si configura come un progetto multi target, con poliedricità di servizi e itinerante sul territorio, il cui obiettivo primario è la presa in carico della persona, allo scopo di trovare piena soddisfazione ai propri bisogni. Bisogni che possono essere i più svariati: dalla tossicodipendenza, alla dispersione scolastica, al problema della mancanza di lavoro, alla ricerca di un’abitazione.

 

 

Obiettivo del progetto è la “presa in carico”, intesa come la capacità dell’equipe di poter agganciare le persone bisognose anche e soprattutto in contesti diversi da quelli classici e ufficiali (come possono essere i servizi sociali o i presidi ospedalieri), partendo dall’idea che non tutte le persone che hanno una qualche tipologia di bisogno, arrivano a chiedere aiuto. Ecco quindi da qui l’idea di “scendere” sulla strada per raccogliere tali bisogni con modalità innovative e non stanziali o legate ad orari preimpostati.

All’aggancio della persona, segue l’ascolto, la definizione e la rilettura del problema (spesso chiarire e ridefinire il problema diventa esso stesso una prima soluzione allo stesso) e, se a questa fase di accoglienza empatica, segue la volontà della persona di farsi aiutare, inizia la vera e propria “presa in carico”, intesa come l’accompagnamento della persona ai propri obiettivi e, di conseguenza, la risoluzione ai propri problemi.   

 

LA RETE:

Il progetto si avvale della collaborazione di numerosi enti, tra cui il Csf per quanto attiene la ricerca lavorativa, alla collaborazione con la Fondazione Madre Amabile che gestisce il centro diurno Salti In Mente, ed il CCF per la lotta alla violenza sulle donne.

La collaborazione con i suddetti partner nasce dalla voglia e dall’esigenza di offrire al territorio un progetto capace di poter accogliere numerose tipologie di bisogni, anche abbracciando problematiche non per forza in seno alla capacità ed alla tradizione Caritas.

Ecco quindi che il Centro Diurno “Saltinmente” diventa il luogo adatto ove inviare eventuali ragazzi agganciati “On the road”, ragazzi in cerca di un posto (fisico ma anche mentale) ove poter ragionare sia con i propri pari, sia con adulti sani, sulla propria situazione, sui propri obiettivi, e sul modo e modalità per raggiungerli.

Il CCF diventa il luogo adatto ove inviare quella fascia di popolazione definibile come “Donne in stato di fragilità”, ove per fragilità indichiamo la violenza, i soprusi, le umiliazioni ma anche la mancanza di un luogo e di un tempo ove ascoltarsi.

Mentre il CSF diventa il bacino d’accoglienza per quei ragazzi vittime della mancanza di lavoro in Italia o della mancanza di specializzazione personale (sia scolastica che professionale); un ente rivolto alla ridefinizione delle competenze e orientato all’inserimento lavorativo (o scolastico) con percorsi studiati appositamente per adolescenti e giovani adulti in difficoltà.

Naturalmente l’invio dell’utenza è a doppio-senso: l’equipe del progetto è pronta ad accogliere allo scopo di fornire supporto educatico/psicologico tutta quell’utenza già in carico ai partner che, per qualsiasi ragione, avesse bisogno delle nostre specificità.

 

MODALITA’ DI INTERVENTO: 

Il metodo proposto dagli operatori del progetto coniuga il tradizionale ad innovatività: il web entrerà sempre più nelle modalità di risposta precoce avviando sistemi di chat e messaggistica istantanea per meglio aderire alla comunicazione giovane, offendo spazi virtuali su facebok, messenger, skype e con l’inserimento di una webcam ove possibile.

Le specificità del Serious Play, inoltre, entreranno a far parte delle modalità standard e dei servizi proposti e messi a disposizione, allo scopo di utilizzare il “Play” ed il “Game” come tecniche per aiutare le persone a meglio esprimersi, meglio comprendersi e, quindi, crescere (empowerment)

 

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Baraonde

CONTATTI:
Anno di costituzione: 2005
Referente: Guido Cargnoni
Corso Torino 36/b - 27029 Vigevano PV
Tel. 0381-325.000 - fax 0381-329.499
Cell.: 335 - 364408
E-mail:
E-mail:
Facebook: Onthe Road

 

MATERIALE INFORMATIVO:


Cartolina


Progetto


Sperimantazione la Collina


COMUNICAZIONE AI SENSI DELL’Art. 1, cc 125-129 L. 04.08.2017 Nr. 124

 

FOTOGALLERY