Le città più colpite sono Durazzo e Thumane, dove diversi edifici sono crollati, numerosissimi sono stati danneggiati. I danni sono ingenti e importanti. Le ultime stime dei feriti parlano di 650 persone con diversi traumi e 22 vittime. 45 sono le persone salvate da sotto le macerie. I soccorritori e l’esercito stanno, in questi momenti, scavando sotto le macerie a Thumane e Durazzo dove risultano ancora dispersi. 

Purtroppo sono crollati diversi palazzi e anche hotel nella zona di Durazzo. Danni si sono registrati anche a Kruje, Lezhe, Tirana, Lac, Lushnje e Fier. È prematura una stima dei danni, ma sono molto ingenti e sono molte le persone che non potranno rientrare nelle loro case.

La vicinanza del Papa

 «Vorrei inviare un saluto e la mia vicinanza al caro popolo albanese che ha sofferto tanto in questi giorni. L’Albania è stato il primo Paese d’Europa che ho voluto visitare. Sono vicino alle vittime, prego per i morti per i feriti, per le famiglie. Che il Signore benedica questo popolo a cui io voglio tanto bene». Lo ha detto papa Francesco durante i saluti in lingua italiana, al termine dell’udienza generale di questa mattina in piazza San Pietro, ricordando le conseguenze del sisma che ha colpito nella notte tra lunedì e martedì il Paese balcanico. Il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha inviato a nome del Papa un telegramma di cordoglio per le vittime del terremoto al presidente dell’Albania, Ilir Meta: «Papa Francesco invia le più sentite condoglianze a vostra eccellenza e alle famiglie di coloro che sono morti a seguito del terremoto che ha colpito il vostro Paese. Assicura ai feriti e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo disastro la vicinanza nella preghiera». Sul personale impegnato nei soccorsi Francesco invoca «benedizioni di forza» e «affida il popolo albanese all’amorevole provvidenza dell’Onnipotente».

Gli interventi

La Caritas Albania ha organizzato due squadre per effettuare visite sul campo: la prima alla periferia di Tirana, la seconda a Durazzo e Thumane. Nella solo periferia di Tirana ci sono circa 35 case danneggiate e la gente è nel panico. Le informazioni della seconda squadra a Durazzo riportano di un edificio di sei piani sprofondato di due piani più in basso, a Thumanë, 5 edifici sono completamente collassati, il che significa che 45 famiglie hanno perso tutto. Le autorità locali in quel villaggio parlano già di 10 morti, ma si prevede che questo numero sarà purtroppo destinato ad aumentare. Le autorità hanno schierato forze armate e di polizia per sostenere gli sforzi di soccorso. Il governo sta iniziando ad attivare rifugi di emergenza. Il sostegno alimentare è uno dei bisogni immediati più urgenti. Poiché l’inverno è già arrivato, altre necessità immediate sono coperte e kit per l’igiene.           

La protezione civile sta allestendo tre centri di alloggio a Tirana, tre centri di alloggio a Shijak – Durazzo, un centro di alloggio a Helmes – Kavaje, un campo di tende aperte a Thumane. Su ordine del ministro ogni scuola di ordine grado è stata chiusa. Il centro di accoglienza per sfollati è stato da poco istituito a Tirana presso la struttura salesiana.

La risposta di Caritas Albania

La Caritas Albania ha visitato alcune delle aree più colpite sin dalla prima mattinata e ha iniziato a distribuire prodotti alimentari in Thumanë, per le persone in attesa dell’allestimento del campo. Ha messo già a disposizione 10 mila euro per i primi aiuti di questi giorni. È in costante contatto con la rete di riferimento (Caritas Diocesane e parrocchie) per la raccolta di informazioni sulla situazione perché i dati e le esigenze cambiano sistematicamente di ora in ora, essendo ancora in fase emergenziale.  

La Caritas Albania ha utilizzato i fondi di due meccanismi di risposta alle emergenze in corso per finanziare i primi soccorsi per la distribuzione di cibo, coperte, acqua e kit igienici su indicazione del ministero dell’interno ed in rete con altre organizzazioni internazionali. Caritas Albania e la Diocesi di Tirana, tramite la Caritas Diocesana di Tirana – Durazzo stanno preparando un piano di attivazione dei volontari ed operatori per il supporto agli sfollati. La Caritas Albania ha ricevuto la richiesta ufficiale dal ministero degli interni per la distribuzione di generi alimentari e non per gli sfollati nei diversi campi di alloggio menzionati sopra.

L’emergenza

Le priorirà di questa fase sono la distribuzione di kit igienici, cibo, acqua e coperte, l’aggiornamento e mappatura dei bisogni delle parrocchie e Diocesi (ancora in corso), la presenza di volontari e vicinanza alla popolazione, la visita alle famiglie sfollate, la verifica degli edifici e strutture parrocchiali danneggiate, il coordinamento con le autorità. In una seconda fase si prevedono interventi di supporto ed aiuto economico e materiale alle numerose famiglie sfollate, aiuti economici tramite le parrocchie e Caritas diocesana, interventi di ristrutturazione, attività di animazione e vicinanza alle famiglie sfollate e colpite dal sisma.

Come sostenere la raccolta fondi

Con bonifico:   

C/C intestato a: DIOCESI DI VIGEVANO-CARITAS

IBAN: IT33U0623023000000030609110 

BANCA: CREDIT AGRICOLE agenzia di Vigevano.

 

Direttamente:           

  • Caritas Vigevano, c.so Torino 36/b Vigevano;  
  • Economato Diocesi di Vigevano, p.zza Sant Ambrogio 1 Vigevano.

Per ricevere la ricevuta fiscale o il ringraziamento per la donazione occorre contattare l’Ufficio Caritas (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 0382.325000), comunicando:

  • nome, cognome, indirizzo e codice fiscale;
  • Causale offerta: Terremoto Albania 2019.                                                                                                                    

Le donazioni sono detraibili/deducibili fiscalmente.