Il 15 novembre si celebra la quarta Giornata mondiale dei poveri, un appuntamento che merita di essere messo al centro dell’attenzione di tutte le comunità parrocchiali della diocesi.

Preghiera a Dio e solidarietà con i poveri e i sofferenti sono inseparabili. Per celebrare un culto che sia gradito al Signore è necessario riconoscere che ogni persona, anche quella più indigente e disprezzata, porta impressa in sé l’immagine di Dio. Pertanto, il tempo da dedicare alla preghiera non può mai diventare un alibi per trascurare il prossimo in difficoltà. Ogni anno, con la Giornata Mondiale dei Poveri, Papa Francesco ritorna su questa realtà fondamentale per la vita della Chiesa, perché i poveri sono e saranno sempre con noi per aiutarci ad accogliere la compagnia di Cristo nell’esistenza quotidiana.

Non si tratta di un’esortazione facoltativa, ma di una condizione dell’autenticità della fede che professiamo. Quindi dedicare una Giornata ai poveri in diocesi e nelle singole parrocchie oggi non è opzionale, non può essere soggetto alla sensibilità di una comunità o di un gruppo o al gusto del parroco.

 

Nella concezione non primariamente pastorale ma prima ancora ecclesiale di Papa Francesco, il povero, in quanto tale, non solo deve essere fruitore dell’attenzione dovutagli, ma diviene esso stesso momento evangelizzante per la chiesa tutta. Nel contesto culturale dell’autoaffermazione e dell’autosufficienza, il povero ci educa alla lettura e all’interpretazione di un mondo ricco ed estremamente povero di Dio e di umanità; se tutto è davvero connesso, nessuno basta a se stesso ed il ‘bisogno’ e il ‘desiderio’ diventano le categorie che determinano la dignità della natura umana, che sa chiedere, sa ricevere, non come momenti umilianti e mortificanti, ma come passaggi necessari di una spiritualità autentica per una condizione vera, per una Chiesa che sia tale. La carità dunque non è opzionale e diventa la trama comunitaria necessaria ed essenziale nella quale cogliere le povertà di ognuno come condizione per l’arricchimento comune. Inoltre, riconoscendoci poveri in prima persona come chiesa non abbiamo soluzioni complessive ma la possibilità di porre dei “segni-promesse” nella logica, sempre nuova, di una umanità condivisa.

 

Il ‘segno’ che propongo alla nostra Chiesa locale per questa IV° Giornata Mondiale dei Poveri è semplice e consueto -una raccolta di prodotti per l’igiene personale, detersivi per la casa e igienizzanti per i diversi usi- come opera di bene che rimanda alla ‘promessa’ di una comunità più Chiesa, più ricca di Dio e di carità.

 

 

 Don Moreno Locatelli 

Direttore Caritas Vigevano

 

 


Link per scaricare il messaggio di Papa Francesco:

http://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/poveri/documents/papa-francesco_20200613_messaggio-iv-giornatamondiale-poveri-2020.html