La “Casa di Booz” è una struttura di accoglienza temporanea per donne, italiane o straniere, maggiorenni, autosufficienti, provviste di documento, anche con figli a carico, provenienti da situazioni di fragilità, di disagio sociale e /o maltrattamento situato in frazione Morsella. Il servizio nasce dopo un’attenta riflessione sui bisogni reali presenti sul territorio di Vigevano e zone limitrofe rispetto al disagio femminile.

Nello specifico tale servizio prevede uno spazio adeguato, messo a disposizione dal Comune di Vigevano, dove le donne sole o con minori, possono riprendere in mano la propria vita grazie ad un supporto educativo. Il tempo di permanenza in struttura è un tempo per valutare la disponibilità della donna accolta ad aderire e collaborare ad un percorso/progetto che verrà pensato e condiviso con lei e per attuarlo.

L’ente gestore è la Fondazione Caritas di Vigevano.

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Obiettivi e Finalità

La finalità è quella di accogliere e prendersi cura degli ospiti, insieme alla rete di realtà, pubbliche e private, connesse alla struttura, aiutandoli a recuperare e valorizzare le proprie abilità e risorse, avendo la possibilità di sperimentarsi come donna e madre, con il supporto di educatori e di personale volontario.

Il percorso educativo viene strutturato sulla base dei bisogni espressi, della storia personale e degli obiettivi condivisi, in un’ottica di accoglienza, sostegno e accompagnamento, in cui la dimensione della quotidianità trova la sua principale espressione.

Modalità di accesso e strutturazione del percorso

L’accoglienza presso la Casa può avvenire esclusivamente su invio dei Servizi Sociali del Comune di Vigevano, a seguito di un confronto con la referente della struttura. Successivamente si svolgerà un colloquio tra la stessa e l’ospite, finalizzato a comprendere i bisogni che stanno alla base della richiesta di aiuto, a spiegare l’organizzazione e le finalità della struttura, e valutare il possibile inserimento; l’accoglienza procederà concordando con l’ente inviante tempi e modalità dell’ingresso.

Con l’ingresso in struttura ha inizio il percorso educativo che verrà articolato e dettagliato nel PEI stilato dopo 15 giorni di osservazione dall’accoglienza; tale PEI viene condiviso sia con l’assistente sociale di riferimento sia con l’ospite accolta. Il percorso prevede inoltre che ogni ospite abbia un’educatrice di riferimento.

Il percorso educativo verrà strutturato sulla base dei bisogni espressi, della storia personale e degli obiettivi condivisi; esso prevede:

  • rielaborazione del proprio vissuto
  • attivazione di risorse personali e presa di coscienza dei propri limiti
  • rafforzamento del ruolo genitoriale
  • gestione del tempo della quotidianità (legato alla genitorialità, all’attività lavorativa,…)
  • organizzazione dei tempi della casa e delle altre ospiti accolte.

Altro passaggio importante nel percorso di accompagnamento è l’affiancamento nella ricerca di un lavoro articolato in:

  • stesura del Curriculum Vitae
  • valutazione rispetto all’accesso a percorsi formativi regionali o nazionali
  • apertura di una casella di posta elettronica dedicata alla ricerca del lavoro
  • iniziale affiancamento nella valutazione delle offerte di lavoro e relativa candidatura
  • preparazione dei colloqui di lavoro (presentazione di sé e delle esperienze pregresse di lavoro,...) attraverso la simulazione della situazione concreta.

L’ultima fase del percorso di accompagnamento riguarda il reinserimento nel contesto sociale, con l’obiettivo di rendere la persona totalmente autonoma e indipendente. A tal fine, l’équipe con l’Assistente Sociale, effettueranno le opportune valutazioni per individuare la soluzione abitativa più adeguata: rientro nell’abitazione precedente all’accoglienza, supporto nell’espletamento di pratiche burocratiche per accedere all’edilizia pubblica, passaggio in struttura di semi-autonomia.

Una risorsa preziosa, ma che varierà da situazione a situazione, sarà il coinvolgimento nel percorso educativo della rete di supporto famigliare e sociale eventualmente in essere.