La struttura di prima e seconda accoglienza “Casa Josef” sita in Viale Artigianato, 35 prevede:

  • Un servizio a bassa soglia per uomini maggiorenni, italiani e stranieri, aperto tutto l’anno (con orario dalle ore 20,00 alle ore 8,30), gestito da operatori e volontari della Fondazione Caritas di Vigevano in sinergia con i servizi sociali del Comune di Vigevano e, anche se in modo non formalizzato, con i Carabinieri e la Questura di Pavia.
  • Un servizio di seconda accoglienza con percorsi di presa in carico temporaneo (12/18 mesi); il servizio prevede azioni di ascolto, sostegno psico-socio-assistenziale, percorsi di socializzazione, counselling per l’autonomia abitativa e lavorativa, rivolti a soggetti fragili e senza dimora. Superando una logica puramente emergenziale e assistenzialistica, Casa Josef mira a contrastare la cronicizzazione di fenomeni disgreganti e stimolare la creazione di una rete inclusiva di protezione, cura e accoglienza in cui il riconoscimento di ogni persona come risorsa sia un investimento per l’intera società.

Informazioni:

Anno di costituzione: 2011

Coordinatore struttura: Cesare Vailati
Casa Josef - Viale Artigianato, 35
Tel. 335 364416
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Referente accoglienza: Claudia Boselli
Casa della Diakonia - C.so Torino, 36
Tel. 0381 325000
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Orari di servizio

Per fissare l’appuntamento  presso il Centro d’ascolto: da lunedì a venerdì dalle 9,30 alle 11,30

Percorso di prima accoglienza

  • Il servizio è aperto tutto l’anno con orario dalle ore 20.00 alle ore 8.30 dal lunedì al venerdì (il sabato, la domenica ed i giorni festivi l'orario di uscita é alle ore 9.00); la prima accoglienza collabora, anche se in modo non formalizzato, con i Carabinieri e Questura di Pavia fornendo i dati e le presenze degli ospiti.
  • L’accesso alla struttura avviene generalmente previo colloquio presso il Centro di Ascolto Diocesano “Don Tarcisio Comelli”, durante il quale l’operatore del Centro di Ascolto compila una scheda anagrafica – informativa, illustra e fa firmare il Regolamento della Struttura a colui che ha fatto richiesta di accoglienza. Si prevede, che nell’impossibilità di svolgere il colloquio precedentemente l’accoglienza, la persona venga accolta temporaneamente in struttura e l’accoglienza venga formalizzata solo successivamente al colloquio: ciò per garantire il più possibile la fruibilità del servizio, senza trascurare l’aspetto di una gestione ordinata e regolata.
  • In generale, il tempo di permanenza previsto all’interno della prima accoglienza è di trenta notti consecutive, passate le quali occorre che ne trascorrano almeno altrettante perché la stessa persona possa far richiesta di essere accolta nuovamente (l’iter di accoglienza è lo stesso ad ogni nuova richiesta).
  • E’ possibile strutturare percorsi di progettualità più ampia, in accordo con il Servizio Sociale territoriale e altri Servizi del territorio (SerD, Uepe …).

Percorso di seconda accoglienza

La seconda accoglienza è una realtà aperta a uomini maggiorenni senza problemi di dipendenze attive e/o psicologici, italiani e stranieri con regolare titolo di soggiorno.La struttura prevede l’apertura tutti i giorni secondo i seguenti orari.
  • Fascia pomeridiana: dalle 17.00 alle 20.00 gli altri giorni infrasettimanali (la domenica ed i giorni festivi è possibile fermarsi in struttura l'intera giornata) -; in tale fascia oraria gli operatori e i volontari sono presenti in struttura per incontrare gli ospiti.
  • Fascia Notturna: dalle ore 20.00 alle ore 8.30 del mattino successivo; un ospite “anziano” ha cura della gestione della struttura.
I posti complessivi nella seconda accoglienza sono 6.
Elemento caratterizzante il servizio è la dimensione dell’integrazione, dal momento che le azioni prevedono una presa in carico olistica della persona che considera le risorse – residuali, forse - e gli elementi di criticità, come “base” da cui partire, nella convinzione che la risposta alla marginalità sociale inizia con il rendere chi vive tale situazione artefice di un percorso di promozione personale e sociale, in cui si riscopre persona e cessa di viversi come problema.
Il percorso proposto è caratterizzato dai seguenti passaggi:
  1. filtro
  2. accoglienza in struttura.
1. Filtro. Tale attività è un momento propedeutico all’accoglienza ed è l’avvio del circuito di azioni previste per l’inserimento sociale; è finalizzata all’individuazione e valutazione di idonee situazioni da inserire nel percorso progettuale.
Il potenziale beneficiario può accedere al Servizio attraverso segnalazione da parte di un Ente inviante (Servizi sociali territoriali, Servizi della Caritas, Enti e/o Ass. del Terzo Settore) svolgendo un colloquio con l'operatore del Centro di Ascolto che effettua una prima valutazione che, se positiva, permette di iniziare, attraverso incontri di conoscenza e raccolta di informazioni, il percorso propedeutico all’accoglienza stessa. Se la persona ne ha necessità immediata si provvede all’inserimento in prima accoglienza. L’obiettivo degli incontri è permettere all'equipe di progetto di conoscere il potenziale beneficiario del processo di integrazione sociale, “tracciarne” un primo bilancio di competenze e risorse, valutarne la non dipendenza attiva da sostanze stupefacenti o alcoliche e la disponibilità a far parte di un percorso, che potrebbe andare a mettere in discussione abitudini di vita consolidate negli anni, per ricostruire insieme alternative possibili. I colloqui conoscitivi permettono infine di procedere ad una valutazione e analisi della domanda e dei reali bisogni delle persone che fanno richiesta di inserimento.

I requisiti per l’accesso al Servizio sono:
  • Appartenere al target;
    trovarsi in stato di bisogno abitativo;
  • Essere segnalati ed inviati dai Servizi Sociali del Comune di residenza territoriali o della Caritas di Vigevano;
  • Non disporre di risorse socio - abitative alternative;
  • Non disporre di un reddito tale per entità quantitativa e stabilità temporale da
  • Rendere possibile l’accesso al mercato libero della casa;
  • Non trovarsi in situazione di dipendenza patologica da sostanze psicotrope, alcool o gioco;
  • Aver svolto e superato i colloqui di filtro;
  • Accettare il Regolamento della struttura di accoglienza in cui si esplicita di
  • Essere disponibili a co - definire ed accettare un percorso individualizzato di integrazione sociale e di re-inserimento strutturato in progress.
2. Accoglienza in struttura. L’accoglienza presso la struttura, successiva all’attività di filtro, è il primo vero e proprio passo del percorso di reinserimento, in cui il soggetto fruitore del servizio inizia a “vivere” sia le attività della seconda accoglienza sia il rapporto con gli altri ospiti, gli operatori e i volontari; essa dura tra i 12 e i 18 mesi.
Le attività previste all’interno dei percorsi sono le seguenti:
  • Affiancamento e supervisione delle attività domestiche.
  • Accompagnamento ai Servizi.
  • Incontri educativi
  • Attività socializzanti
  • Affiancamento nella ricerca di lavoro
  • Affiancamento nella gestione economica
  • Affiancamento nella ricerca abitativa